LA POLEMICA SULLA RICERCA DEL DOCENTE DELLO IULM
L'intervento di Michele Ficara di Assodigitale: «Va introdotto l'anonimato protetto per evitare l'assalto di branchi digitali»

Le
minacce di mail bombing a Marco Camisani Calzolari per la ricerca sui
finti follower di Beppe Grillo non sono passate inosservate. «Il
leader del Movimento Cinque Stelle doveva dissociarsi, anche se non si
tratta di una cosa grave». A dirlo è Michele Ficara, presidente di
Assodigitale, che in questi giorni ha seguito da vicino la guerra
virtuale scoppiata tra i sostenitori di Grillo e il docente dello Iulm.
Insulti su Twitter, su Facebook, attacchi. Le due parti non si sono
fatte mancare nulla.
DIBATTITO E "FLAME" - «Per quanto mi riguarda non si tratta tanto di capire se il contenuto della ricerca di Camisani Calzolari sia veritiero, ma della piega che sta prendendo la
vicenda perché questa vicenda è solo la punta dell'iceberg», aggiunge
Ficara, che specifica di aver lavorato sia per Veronica Lario, la ex
moglie di Berlusconi, che per Filippo Penati e altri politici di
sinistra, definendosi dunque superpartes a livello politico. Si
parla di convivenza digitale, di come la rete dovrebbe essere un luogo
libero, dove ciascuno è libero di esprimere la sua opinione. Non è più
cosi, su Twitter non si è liberi di parlare? «Nella vita reale siamo
tutti responsabili di quello che diciamo e di ciò che facciamo. In rete,
invece, siamo spesso protetti dall'anonimato e qualcuno si sente libero
di trascendere. Certo, questo anonimato è sacrosanto, va tutelato e
protetto. Ed è normale che su certe questioni il dibattito digitale si
infiammi (in inglese il termine tecnico è flame) . Ma non deve
ledere la libertà altrui. Ecco perché non è giusto che si formino
«branchi digitali» che assalgono chi la pensa in maniera diversa, come è
successo a Camisani Calzolari attaccato dai sostenitori di Beppe
Grillo».
LA SOLUZIONE - È capitato da poco anche alla blogger
Caterina Policaro, insultata e attaccata per aver smascherato un sistema
per manipolare i Trend Topic di Twitter. È successo in questi ultimi
giorni a chiunque si sia azzardato a scrivere qualcosa di non gradito al
leader del Movimento Cinque Stelle. Ma qual è il confine: si tratta di
«squadrismo mediatico» come ha scritto qualcuno o siamo in presenza
polemica libera e giusta, adatta a un paese democratico e le lamentele
di Calzolari sono vittimistiche? «Va benissimo discutere - aggiunge
Ficara - ma non si può trascendere. Se venissero introdotte delle forme
di anonimato protetto, ogni utente , se attaccato potrebbe andare a
verificare chi lo insulta. Senza passare dalla polizia postale o da un
esperto informatico. Il tutto sempre rispettando la privacy». Tutto
risolto in questo modo? «Al momento non esiste una legislazione e
mancano norme specifiche. Ma potrebbe essere un inizio per andare verso
una rete più libera e più sicura, Anche perché, non dimentichiamo, che i
reati si stanno spostando sempre di più dal mondo reale a quello
digitale». Come dire, insomma, che insultare o minacciare qualcuno non
dovrebbe essere permesso. Qualunque sia la sua opinione. Sia in rete che
nel mondo reale.
bella questa
23.07|18:29 roberto garzeni
prima attaccano beppe grillo, poi quando vedono che vengono respinti e contro attaccati lealmente, corrono a nascondersi dentro le mutande della giustizia e dei giornali che prendono i contributi statali
Un prof. dice che i follower di Grillo sono falsi e si scatena la guerra "democratica"?
Pier Luigi Tolardo
23.07|19:25
ro1989
Anziché lanciare guerre e spedizioni punitive per "lesa maestà" a
Grillo(quasi come se fosse stato insultato Maometto per i Musulmani),
non sarebbe stato più civile portare argomenti scientifici per
controbattere il prof.?
@roberto garzeni
23.07|19:25
Dr Beast
Pubblicare l'indirizzo di casa di qualcuno è "attaccare lealmente"?
La violenza verbale dei grillini è stupefacente

23.07|19:49
CorriereMarcus
Basta vedere come insultato tutti quelli che non concordano con loro.
E si nascondono dietro l'anonimato. [...]
Dalle stelle alle stalle
23.07|20:04
Lettore_2600770
Il passo è sempre troppo breve.
I grillini
23.07|21:43
Sylver
parlano tanto di democrazia totale, ma mi sembrano veramente i primi
a evitare il confronto e a rispondere solo con insulti o prese in giro.
Grillo mi fa anche ridere, ma non l'ho mai sentito parlare di soluzioni
per uscire dalla crisi, parlare di cosa avrebbe cambiato nella riforma
del lavoro, nella spending review ecc ecc ecc
Ma c'è vera democrazia in internet?
23.07|21:51
pesce43
NO, No e NO. In internet non c'è vera democrazia. Ve la immaginate
un'agorà in cui la parola di uno viene ripetuta da altri mille cloni?
Chi c'è dietro le migliaia di voci che circolano in internet. E nei
bloog, chi ha la chiave d'accesso può censurare chiunque. L'idea di
sostituire i bloog con le elezioni (che Mussolini chiamava "ludi
cartacei") è una dittatura da "grande fratello". I grillini piuttosto
perchè non fanno un partito con regole democratiche? Forse gli fa
schifo: il partito o la democrazia o ambedue.
Grillo no esiste
23.07|22:29
aotearoa1962
E' vecchio e stanco. Chi guida, pilota e disfa è Casaleggio.Fosse
Berlusconi tutti griderebbero allo scandalo. Ma lui è semplicemente
Berlusconi 2.0
Il perchè di tanta agitazione
23.07|22:47
jeez61
La questione dei followers falsi farebbe cadere il pilastro portante
di tutta la teoria di questa "rivoluzione culturale de noaltri", cioè
la possibilità della cosiddetta democrazia diretta esercitata attraverso
internet. Purtroppo per gli illusi - per usare un eufemismo - tutto ciò
che è digitale è facilmente manipolabile e non esiste sistema
informatico che non possa essere violato.
democrazia in internet?
23.07|22:48
giorgio47
Ma volete scherzare? I cd "followers" sono soggetti astratti, monadi
vaganti in un non luogo. La realtà è fatta di esseri umani e non di
nick names. Altro che Orwell!
Io parlo con le persone, non con entità che non so neppure se esistono.
Perché non si dissocia? Perché non può. Perché non lo sa fare. Perché è parte del suo DNA e del suo movimento.
23.07|23:04
pippo1pippo
Provate a contestare una posizione del M5S in un suo consesso e poi
ve ne accorgerete. Provate a dire che forse l'incenerimento dei rifiuti
potrebbe non essere 'il Diavolo'... fatelo però se avete fiato per
correre... Ecco, questo è Grillo.
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Minacce all'esperto che smaschera i falsi follower
Marco Camisani Calzolari ha rivelato i falsi follower dei politici su Twitter. Subito sono partite le minacce che l'hanno costretto al silenzio.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-07-2012]

Marco Camisani Calzolari
Sembra
una storia che potrebbe essere ambientata in Cina, in Egitto o comunque
in uno di quei Paesi in cui cresce il fondamentalismo che minaccia
anche i blogger.
Marco Camisani Calzolari, docente di comunicazione digitale alla IULM di Milano, nelle scorse settimane ha pubblicato una ricerca in cui evidenziava come buona parte dei follower su Twitter di importanti uomini politici, fra cui Beppe Grillo, non siano veri ma generati da sistemi automatici, o bot.
Lo studio segue una ricerca analoga, pubblicata qualche tempo fa, che già smascherava il fenomeno della compravendita dei follower, un mercato cui attingono aziende, politici e semplici utenti.
Grillo in particolare non ha accettato la critica: in un post dal titolo Twitter e la macchina del fango si legge: "La mia opinione è che l'analisi di Marco Camisani Calzolari sui follower di Twitter di Beppe Grillo sia priva di senso.
Ma ancora più vergognoso è il seguito mediatico che ha avuto sui media,
confermando l'incapacità di analisi dei fatti da parte dei giornali,
che non perdono un'occasione per ricordandoci che oggi il loro ruolo non
è informare, ma influenzare."
Poco più sotto, una nemmeno troppo velata accusa: "E la fonte della
ricerca? Possiamo considerarla attendibile? Insomma possiamo pensare che
questo MCC abbia fatto questa analisi senza secondi fini?"
Niente di nuovo, in realtà: ultimamente Grillo non ha risparmiato insulti a chi non la pensa come lui, da Giorgio Napolitano a Rosy Bindi.
Il problema è che Camisani Calzolari, successivamente, ha ricevuto
pesanti minacce, anche rivolte alla sua famiglia; stanno inoltre
circolando mail minacciose prima con l'intento di scoprire dove abiti il
professore (e certamente non per omaggiarlo con dei fiori), e
successivamente altre mail contenenti i dati personali suoi e della sua
famiglia.
Tra le accuse rivolte a Marco Camisani Calzolari c'è anche la "colpa" di aver partecipato alla realizzazione del sito Forza Silvio,
a cui in realtà Camisani Calzolari ha solo fornito il software per la
gestione della piattaforma tramite una delle proprie società.
Quali che siano le opinioni politiche di ciascuno, è chiaro che la collaborazione con un sito legato a Silvio Berlusconi non legittima minacce: sarebbe come se Roberto Saviano venisse minacciato perché con le vendite di Gomorra ha contribuito ad arricchire il capo del PDL.
La libertà di opinione vale per tutti nel nostro Paese: sarebbe
spiacevole che chi accusa "il regime" di repressione e censura poi non
si comportasse diversamente.
Sarebbe invece bello vedere un post in cui Grillo esprime solidarietà a
Camisani Calzolari e condanna queste intimidazioni: in fondo, per chi
candida il proprio partito-movimento a governare il Paese, ciò sarebbe
il minimo.
Fonte: Zeus News
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Ancora su Grillo e i follower falsi
Avere più di centomila follower veri su Twitter è comunque un bel risultato: perché questa reazione esagerata?
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-07-2012]

Ci sono alcune cose che non tornano nella critica durissima che Beppe Grillo muove a Marco Camisani Calzolari e alla sua ricerca sui falsi follower.
Innanzitutto Grillo - sempre durissimo nei confronti delle grandi
corporation e dei media tradizionali, TV e quotidiani - per dare contro a
Camisani Calzolari difende, strano ma vero, i nemici di sempre: ritiene
impossibile che queste multinazionali abbiano follower non autentici o
che addirittura li comprino.
Putroppo, non è nuova l'accusa (di falsare i dati circa i fan su
Facebook o su Twitter) mossa a queste grandi aziende, né è farina del
solo sacco di Camisani Calzolari: negli Usa molti ci erano già arrivati
anche prima.
Mettiamo che una buona parte dei follower di Grillo non siano falsi,
come peraltro ritiene anche Camisani Calzolari, ma "dormienti",
inattivi, inoperosi: in questo caso sarebbero comunque poco
significativi dal punto di vista della fidelizzazione e della
comunicazione grillina.
Camisani Calzolari, inoltre, si guarda bene dal sostenere che Grillo
abbia comprato dei follower, affermazione che andrebbe supportata con
prove documentali certe, prove che se esistessero sarebbero già saltate
fuori da un pezzo.
Anzi, Camisani Calzolari attribuisce a Grillo un numero altissimo di
follower veri: 150.000 seguaci su un social network sicuramente di
nicchia rispetto a Facebook. Non li ha neanche Berlusconi, e
costituiscono una "potenza di fuoco" e una prova di successo fortemente
significative.
Allora perché tutto questo astio? Si tratta in fondo di una ricerca come
tante altre, forse anche carente e limitata, e che non avrebbe avuto la
pubblicità e il rilievo che ha ottenuto senza la polemica innescata da
Grillo (ed esasperata da alcuni suoi fan).
Questi somiglia un po', in questo caso, ai PM vaticani: senza l'arresto del "corvo", il libro di Nuzzi sulle Carte del Papa sarebbe rimasto in classifica forse una settimana, e nemmeno nelle prime posizioni.
Stx Inviato: 23 Lug 2012 14:39
Non voglio entrare nel merito della questione ma non ho mai visto tanti commenti anonimi tutti cosi’ allineati. Verrebbe quasi da pensare che dietro questi commenti ci sia la stessa mano..

Scusate, il sospetto nasce dal fatto che nell’articolo si parla di “fake users”, se no non mi sarebbe mai venuto in mente!

Ramon Inviato: 23 Lug 2012 23:24
Hai perfettamente ragione.
Succede ogni volta che si prova a toccare Grillo ...